Chiusura delle partite IVA inattive

Per i contribuenti, titolari di partita Iva, che nell'anno 2002 non hanno effettuato alcun tipo di attività rilevante agli effetti dell'Iva e del reddito d'impresa e di lavoro autonomo, è possibile chiudere le partite Iva cosiddette "inattive" per le quali non sia stata presentata la dichiarazione di cessazione.
Possono, inoltre, essere sanate le irregolarità relative agli anni precedenti nei quali non sia stata effettuata alcuna delle suddette operazioni.
La regolarizzazione si definisce mediante il versamento, entro il 16 marzo 2004, di un importo unico (indipendentemente dalle annualità regolarizzate) pari ad € 100, senza applicazione delle sanzioni, nonché con la presentazione della comunicazione di cessazione attività entro il termine che dovrà essere fissato con provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate utilizzando i modelli AA9/7, per le persone fisiche, o AA7/7, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, previsti per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini Iva.
Il termine ultimo per presentare la comunicazione di cessazione attività dovrà essere stabilito con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.

Definizione delle modalità di comunicazione all'Agenzia delle Entrate della cessazione attività ai fini della chiusura delle partite IVA inattive

Articolo 5 del D.L. 282/2002 convertito in Legge n. 27 del 21 febbraio 2003.